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Lunedì 15 Febbraio 2010 21:33

Poesie tra il serio e il semiserio


FrancescoLeoneNella sede della Società Operaia, a Castellammare, il Cenacolo di poesia dialettale "V. Ancona" ha voluto offrire un momento di allegria e spensieratezza, in coincidenza con i festeggiamenti per il Carnevale.

Hanno declamato le loro poesie: Ciccio Leone, poeta e presidente del Cenacolo, Giuseppe Gerbino che, di recente, ha pubblicato il libro "Me' frati arvulu", Mario Maimone,
Cristoforo Ancona, Nino Fontana, Giuseppe Di Salvo, Salvatore Domingo, Nino Pedone.
In un clima di grande cordialità e con l'affettuosa accoglienza del Presidente della Società Operaia, Giacomo Zanca, inizia il recital di poesie, molto apprezzate dal pubblico presente. Ciccio Leone illustra le finalità del Cenacolo poetico, continuazione dei vecchi cenacoli degli anni '50 di cui faceva parte anche il poeta Castrenze Navarra e sottolinea la volontà di rilanciare la cultura e il patrimonio linguistico dialettale.Ricorda le numerose iniziative del Cenacolo, il concorso del 2009, intitolato a Peppino Caleca, la pubblicazione dell'antologia "Immagini di vita" e le numerose iniziative nelle scuole del territorio.
Il concorso "Vangelu nicu" del 2010 costituisce una delle più belle iniziative del Cenacolo, perché indirizzato a tutte le scuole italiane e ai siciliani residenti all'estero. La presidente dell'Associazione Triquetra saluta e ringrazia il pubblico presente, quindi Giuseppe Gerbino presenta il cenacolo con una composizione in versi intitolata "Lu cenaculu". A grande richiesta, Ciccio Leone declama una sua famosissima poesia intitolata "Lu 17" che rievoca momenti politici degli anni '70, quando si formavano le liste elettorali e nessuno voleva il 17.
Dopo le poesie di Domingo, Fontana e Di Salvo, presenta la sua poesia Nino Pedone, poeta dialettale ed ex sindaco di Castellammare. La poesia di Pedone "Lu biliardu e lu circulu" è un'istantanea di quello che succede al Circolo di Cultura. Mario Maimone declama una poesia dal titolo "Vanità". Cristoforo Ancona, giovane poeta, legge la poesia "Lu zu Battista", descrizione di un vecchietto conosciuto nella sua infanzia. Dopo la divertente poesia sull'euro di Giuseppe Gerbino, Ciccio Leone legge un racconto "Lu panaru di nespuli", vincitore di un concorso di qualche anno fa.
Si chiude la serata con un buffet di dolci offerto dall'organizzazione.

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