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| Mercoledì 03 Febbraio 2010 21:30 |
Chi vuole trovare un senso alla vita? Una chiesa piena di giovani…Padre Toppan ad Alcamodi Paola Zucca Dio ci ha messo nel cuore il desiderio di bellezza, pienezza e significato della vita e ci vuole un po’ di tempo prima di convincersi, cinicamente, alla Vasco Rossi, che tanto…un senso questa vita non ce l’ha. Ci sono in giro adulti stanchi, che si trascinano di giorno in giorno, rifugiandosi e distraendosi in cose che li assorbono completamente, ma che di per sé non hanno alcun senso. Cose che servono ad ammazzare il tempo. D’altronde….bisogna pur tirare avanti, bisogna pur spendere un tempo insulso in qualche modo. Ci sono adulti che tagliano braccia e gambe al desiderio dei giovani e poi pretendono: cammina! Come dice Padre Gino Toppan, che invece, dopo una notte insonne e una giornata di viaggio, non sembra per niente stanco. Guarda un video preparato da alcuni ragazzi del MEC che mostra immagini di giovani soli e tristi, abbandonati o usati dagli amici, seguite da immagini che invece traspirano gioia, di amici grandi e piccoli, che il vero senso della vita l’hanno incontrato, abbracciato, amato. Un’altra vita, un’altra storia è possibile. Una storia vera, eterna, fra uomini incontrati e amati da un Dio che per essere sicuro di entrare nel cuore degli uomini, si è preso un cuore di carne. Che per essere sicuro di far comprendere il vero senso della vita, ha dato carne e sangue al Significato. E’ sempre così: le cose quando si vedono e si toccano, non è mai come saperle teoricamente…Per capirle davvero, le cose bisogna metterle in pratica. Il senso della vita è una cosa che si può solo mettere in pratica. Gesù Cristo si è messo in pratica. Si fa vedere e toccare, parla e incontra, usando il cuore e la carne di chi Lo ama. Guardando e ascoltando Padre Gino, si direbbe, usando il “naso” di chi lo ama, che è diventato intuito d’amore grande, perchè ha fatto incontrare Cristo a tanti giovani, con la sua fede schietta e vivace. Padre Gino è da molti anni direttore di una scuola, grande, bella e molto qualificata (Scuola Madonna della Neve di Adro - BS, http://www.madonnadellaneve.it/) ed è capace di amare nella verità, come un bravo giardiniere che non esita a scuotere o a potare quando è necessario. Perfino a travolgere, com’è stato travolto da un Amore che è come “un torrente di fuoco che investe una gocciolina di rugiada” (San Giovanni della Croce). Una dose d’entusiasmo cristiano, d’intelligenza a tu per tu, da cuore e cuore, capace d’incontrare con fatti e parole semplici, con uno sguardo tagliente e buono. E’ così che padre Gino comunica il senso del reale, perché vive una fede che non è solo ricordo, tradizione, progetto o cultura. Non è una fede al passato o al futuro. E’ una fede al presente, in presenza continua della Persona amata. Un presente, che poi si riempie di cultura, tradizione, desideri. Cristo entra nella storia e trasforma questo tempo presente, piccolo e fine, che ci sfugge fra le mani con i suoi secondi, in un tempo eterno. Alla fine dell’incontro con padre Gino come risuona falsa la provocazione dell’ateo Jacques Monod che afferma: “L’antica alleanza è finita. L’uomo finalmente sa di venire dal nulla e di avere come destinazione il nulla. E questo gli basta.” Parole vuote riferite a un uomo astratto: il nulla non basta affatto all’uomo in carne ed ossa, che invece, conclude monsignor Francesco Miccichè, comincia a vivere e ad essere felice quando sa di venire da Dio e di andare a Dio. Una consapevolezza che inizia grazie all’incontro con Cristo, imprevisto e mosso da un desiderio anche minimo come quello che aveva Zaccheo che sale su un albero per vedere Gesù solo per curiosità. Forse anch’io per curiosità ho ascoltato per la prima volta padre Gino quando avevo 18 anni. Come quei ragazzi seduti vicino a me. E capisco che spesso uno si fa un’idea troppo complicata delle cose. Chissà cos’è la vita eterna? Beh, intanto è una cosa bella, vera, buona, piena di amore, che dura. Un’amicizia che dura più di vent’anni (ed è sempre più bella, vera, buona, piena dell’Amore che la genera) è già un gustoso assaggio di eternità. Si presagisce che durerà per sempre. Così com’è. Semplice, intera, saporita, perché piena di significato, piena di Cristo. Abbraccio Padre Gino e gli raccomando: “Cerca di riposarti!”. Era un sacco di tempo che non lo vedevo e chissà quando lo rivedrò. E così, come un flash, mi viene in mente una cosa bellissima. In questi due anni mi era capitato di pensare ogni tanto: chissà cosa dirò a mio marito Nicola quando lo rivedrò in Cielo? Ecco che finalmente ho intuito la risposta… Niente di speciale: “Buon giorno, amore mio, hai dormito bene?” Paola Zucca |



Dio ci ha messo nel cuore il desiderio di bellezza, pienezza e significato della vita e ci vuole un po’ di tempo prima di convincersi, cinicamente, alla Vasco Rossi, che tanto…un senso questa vita non ce l’ha.